10 cose che vedremo sicuramente nel 2019

“C’è sempre la prossima stagione in cui tutti ripartiamo da zero”: lo scriveva il mitico Nick Hornby nel suo “Febbre a 90”, lo ripeto io il 3 gennaio, a poche ore dal debutto alle Hawaii (con Chiccuzzo Molinari nel field) del Pga Tour 2019.

Eppure, a pensarci bene, a soli tre giorni dall’inizio del nuovo anno, ci sono già almeno 10 cose di cui noi neurogolfisti del weekend possiamo essere certi:

  • Grazie alle nuove regole, trascorreremo più tempo a togliere e rimettere l’asta in buca durante le gare, che in coda alle poste;

  • Dopo anni e anni di fedeltà assoluta a TaylorMade, Justin Giustino Rose giocherà coi ferri Honma. Ed è la prima volta che un top player europeo del genere si materializza in campo con il top brand giapponese in sacca;

  • Tigerone Woods sarà il capitano americano di Presidents Cup. E, ci si può scommettere, sarà pure uno dei giocatori in campo. Nulla di speciale però per il Fenomeno, che da quando è nato starebbe lavorando sulla modalità “Uno e Trino”;

  • Dopo qualche anno di assenza, Sergione Garcia e Rory McRory saranno di nuovo in campo all’Omega Masters di Crans Montana: grazie alla chiusura anticipata dei playoff di FedEx, i due champions europei hanno già detto sì al torneo svizzero;

  • Nonostante tutti i tentativi di cambiamento rivoluzionario, l’European Tour sarà sempre di più il circuito satellite di quello statunitense. Perché, come sosteneva Claire Underwood in House of Cards, “le cose non cambiano mai veramente. Semplicemente si disgregano”. Ecco;

  • Cameron Champ sarà la New Best Thing del Pga Tour 2019. Occhi puntati sui tee shot di questo ragazzone: tra i suoi drive e quelli medi del field dei tornei ci sta comodamente il Duomo di Milano;

  • Il modo di pattare delle young guns dei tour sarà sempre meno con un movimento ad arco e sempre di più con uno movimento square to square, nel quale la faccia del bastone continua a guardare verso la buca;

  • Noi neurolabili dello swing continueremo tutti a dividerci in due grandi categorie: chi non vede l’ora di giocare, e chi non vede l’ora che non gliene freghi più niente;

  • come moderni lapsus freudiani, su Bogey Blonde aumenteranno i like e i follow scappati per sbaglio da tutti quelli –e sono numerosissimi- che seguono ogni riga, ma che –vai a capire perché- non esternano mai il loro essere omnipresenti;

  • in un mondo che tende all’impazzimento, basteranno sempre una pallina e una buca per dimenticarsi all’istante della reale condizione dell’essere.

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