Dalla Svizzera con furore

Con la celebrazione della Ryder Cup parigina, la Road to Rome 2022 entra in una fase calda: voglio dire, al prossimo giro in Europa, toccherà a noi. E così, mentre nei giganteschi padiglioni installati al National l’Italia del green gode di uno spazio fieristico imponente con una visibilità massima e al Golf Marco Simone finalmente iniziano i tanto attesi lavori sul campo, a questo punto del tragitto verso la coppa diventa quanto mai necessario iniziare a pensare a un progetto promozionale su larghissima scala. Anche perché, mentre da una parte la Road to Rome avanza al ritmo serrato degli Open d’Italia da 7 milioni di dollari di montepremi e i nostri campioni vincono e dominano in ogni dove, dall’altra parte, inaspettatamente, il numero dei tesserati italiani cala al 13 settembre è di 86.498 giocatori (90.173 al 31 dicembre dello scorso anno).

In questo panorama, dunque, varrebbe la pena dare un’occhiata a quanto accade vicino a noi, appena dall’altra parte delle Alpi.

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In Svizzera, da sempre un paese a trazione montanara, il golf pare abbia ingranato il boost: negli ultimi dieci anni, in controtendenza rispetto al resto del mondo, la crescita dei giocatori è stata precisa e costante come i movimenti degli orologi del paese, passando dai 72.626 del 2008, ai 91.785 della fine del 2017.

Il segreto di questo incremento sta in quello che in Svizzera chiamano “Golf pour Tous”, golf per tutti.

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Nel 2008, la Migros, la catena di supermercati più importante del paese paragonabile alla nostra Esselunga, fedele alla sua filosofia secondo cui tutti possono fare tutto, con un’importante operazione di marketing è entrata a gamba tesa nel mondo del green elvetico, creando di fatto un’alternativa a basso costo per chiunque desideri giocare a golf.

Morale: da allora, tutti quelli che non possono permettersi l’associazione a un circolo, possono diventare soci del “club” Migros al costo di 300 franchi annui.

Il risultato è che a fine 2017 erano ben 18.352 i golfisti dotati di una GolfCard targata dal supermercato: inutile a dirsi, con questa tessera possono accedere a ogni campo pagando il regolare green fee. Ma non solo: negli anni, la Migros ha reinvestito tutto ciò che ha guadagnato con il golf nella costruzione di sette percorsi pitch and putt, nello sviluppo del circuito giovanile e nella sovvenzione del team dei professionisti.

Ora voi direte: ma noi abbiamo il tesseramento libero. Vero. Ma con almeno quattro differenze sostanziali: la prima, in Svizzera i circoli, avendone intuito la potenzialità economica, sono favorevoli al fenomeno Migros; la seconda, i 18.000 e passa tesserati low cost sono tutti giocatori; la terza, anche chi non è un assoluto neofita del green può virare sul “club” Migros; la quarta -che poi è la più importante- è che un conto è avere un gigante come Migros alle spalle, che spende e spande la propria potenza di fuoco mediatica al fine di avere un grande ritorno di immagine, e un conto è non avercelo proprio.

(da Golf & Turismo, ottobre 2018)

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