Il Country Club Castelgandolfo alla riscossa

Se nei giorni scorsi avete letto qualcosa circa il maxi sequestro ordinato dalla Dia di Palermo nei confronti degli eredi dell’ex patron Valtur, Carmelo Patti, accusati di essere “vicini” a Matteo Messina Denaro, saprete anche che nel calderone della cronaca giudiziaria è finito pure un non meglio specificato circolo di golf.

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Si tratta del Country Club Castelgandolfo, che dalla stampa viene a più riprese citato insieme alle 25 società di capitali attive nel comparto turistico-alberghiero, nel cablaggio di componenti elettronici per autovetture, nel campo finanziario e in quello immobiliare, che sono state protagoniste in quello che dalla Dia viene definito come il sequestro più ingente eseguito ai danni della mafia. Si parla di un valore complessivo che sfiora il miliardo e mezzo di euro.

Contemporaneamente, però, la stampa non specifica un aspetto fondamentale e cioè che il golf di Castelgandolfo ha una storia a sé, ormai slegata dal destino della famiglia Patti da parecchi anni.

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Il circolo infatti è in mano a un commissario alla curatela fallimentare del tribunale di Milano da ben sette anni: in tutto questo tempo è stato (ben) gestito autonomamente dall’associazione sportiva di Castelgandolfo e, in particolar modo, dalla presidentessa Cecilia Fiorucci che ne ha preso a cuore le sorti.

Di più: compatibilmente con i tempi (lunghi) del Tribunale di Milano, la presidentessa sarebbe anche disposta ad accollarsene l’acquisto, insieme ad alcuni soci volenterosi. Proprio uno di loro racconta al telefono: “Se negli ultimi tre anni abbiamo ospitato tre campionati della PGAI e se i nostri giovani hanno figurato coì bene a livello nazionale, un motivo c’è ed è che il circolo funziona e continua a funzionare benissimo. Anzi, potremmo dire che dal punto di vista tecnico è una delle prime dieci realtà golfistiche italiane. La stampa racconta che l’hanno sequestrato, ma è sbagliato sostenerlo, perché il club è da sette anni in mano a un commissario e fortunatamente, grazie all’impegno di tutti noi e soprattutto della signora Fiorucci, non è andato in malora, come invece spesso accade in queste situazioni”.

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E ancora: “Se date un’occhiata alla sacca di Renato Paratore, noterete che c’è il simbolo del circolo di Castelgandolfo: è un segnale di ottima salute che la nostra presidentessa ha voluto dare a livello internazionale. E aggiungo: noi restiamo in attesa di sapere dal tribunale di Milano quando potremo presentare la nostra offerta di acquisto, anche perché abbiamo in mente diversi investimenti importanti da effettuare sul campo”.

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La palla, anzi, la pallina, passa dunque al commissario incaricato.

 

 

Comments

6 Comments
  1. posted by
    Giuseppe bordonaro
    Nov 27, 2018 Reply

    Quando si sostiene che la.stampa non fa informazione ma.disinformazione e cosi si tenta di vendere copie di giornali con titoloni ma poi la realtr e un altra.

  2. posted by
    Fabio belletti
    Nov 27, 2018 Reply

    A Cecilia Fiorucci con simpatia per il generoso sforzo che fa a favore del circolo sportivo del golf di Castel Gandolfo e quindi per il golf italiano.
    Fto. Fabio belletti
    (Giudice arbitro internazionale di golf )

  3. posted by
    Roberto
    Nov 27, 2018 Reply

    Brava! Ottima precisazione.

  4. posted by
    roberto spitoni
    Nov 27, 2018 Reply

    auguroni che tutto vada per il meglio soprattutto rivolto ai giovani che devono solo pensare a giocare!!!!

  5. posted by
    Carlo Alibrandi
    Nov 27, 2018 Reply

    W castelgandolfo golf club. Grande management. Grande campo

  6. posted by
    Carlo Balducci
    Nov 27, 2018 Reply

    In un paese moderno e rispettoso delle regole della comunicazione non sarebbe stata necessaria questa precisazione. Non si sarebbe dovuto, maldestramente (o forse fraudolentemente), creare inutili preoccupazioni, tacendo inoltre su quanto di assolutamente positivo è stato realizzato nel corso degli ultimi anni, per citare: interventi di trasformazione del manto erboso, rifacimento dei bunker, ecc., interventi che hanno trasformato il percorso riportandolo ai massimi livelli nazionali, attestati peraltro dalle numerose e soddisfatte presenze straniere.
    Sarebbe onorevole che gli organi di stampa e televisivi che hanno speso così male il nome del circolo, fornissero un minimo di chiarimenti. Ma forse è inutile sperarlo…non fa notizia come una fake ben confezionata

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