U.S. Open: si dicute di green, rough, ma anche dei jeans di Tiger Woods

E’ strano, ma accade.

Accade che a 24 ore dall’inizio dell’attesissimo U.S. Open di Shinnecock, l’unico percorso statunitense ad aver ospitato questo major in tre secoli diversi, il dibattito tra i giocatori e i guardoni del settore si sia acceso all’unisono non sulle pendenze e sulle velocità da neuropatologia dei green e nemmeno sul rough apocalittico a bordo fairway, ma sui pantaloni. In particolare, si discute alacramente dei pantaloni indossati da Tiger Woods.

Evidentemente anche gli uomini chiacchierano di moda, ogni tanto, non solo le donne. E, anzi, in questo caso specifico a dare fuoco alle polveri è stato un whatsapp partito dal cellulare di un maschio tutto testosterone e muscoli, tal Giasone Day, che ha inviato qualcosa a Tigerone Woods.

Nel messaggio inviato all’interno di una chat tra colleghi di Tour, c’è un foto. Una foto di Tiger impegnato nello US Open di Shinnecock del 2004. E, sì, in effetti i suoi pantaloni in quell’occasione, come aveva sottolineato Day nel whatsapp incriminato, ricordavano quelli inguardabili e anni ’90 del rapper MC Hammer.

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“C’erano pieghe e un sacco di roba vecchio stile in quei pantaloni” ha spiegato l’australiano per giustificarsi.

Fatto sta che Tiger, un po’ piccato, non gli ha mai risposto. Ma fatto sta, anche, che il gusto per la moda dell’ex numero 1 del mondo non vanta gli stessi standard spaziali del suo gioco. Anzi: a dirla tutta, i jeans di Woods sono famosi sul Tour per essere i più brutti della storia di sempre.

Vedere per credere:

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Ma si sa, gli outfit sono come la vita: non sono quasi mai perfetti.

Tutti indossiamo abiti strani, fuori luogo, troppo larghi o troppo stretti; tutti abbiamo cabine armadio che paiono bazar di un suq per la quantità di cianfrusaglie modaiole e improbabili che vomitano dalle ante degli armadi.

In fondo, però, un abito che importanza ha? Non può certamente cambiare le sorti del mondo. Ma a volte potrebbe darci il coraggio di cambiare almeno la nostra di vita: se controlliamo cosa indossiamo, inviamo un messaggio preciso di noi stessi agli altri.

Tradotto: puoi ottenere ciò che vuoi se ti sei vestito per averlo.

Lo sa bene la figabestiah Paulina, che infatti si fa fotografare a casa mentre aspetta il ritorno del suo Dustin DJ Johnson, vincitore nel FedEx Jude St. Classic, con indosso un francobollo di jeans. La bionda atomica sta ricordando al suo uomo cos’è che veramente conta nella sua vita: lei, la famiglia, e, soprattutto quel suo fisico da urlo. E, a leggere bene nel dirupo che separa le natiche sode, gli sta anche sussurrando che sei poi le regala quella Birkin di Hermés gialla fluo che ha visto la settimana scorsa, beh, le cose andrebbero ancora meglio.

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Morale: le decisioni che prendiamo nel campo del fashion non sono mai arbitrarie: operiamo una scelta con cui tentiamo di comunicare qualche cosa. Anche il Tiger dai jeans slandrati ci ha provato, sicuramente. Ma il messaggio inviato al pubblico non è stato abbastanza chiaro. Anzi, forse sì: a confrontare le foto della bella Paulina con quelle di Woods, una cosa sola appare evidente. Che, come sosteneva Coco Chanel, un uomo può indossare ciò che vuole, ma resterà sempre un accessorio della donna.

 

 

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