Al WGC vincerà la macchina settata meglio. E sì, parliamo di golfisti, non di Formula 1

Se ancora non avete le idee chiare su come la tecnologia abbia un ruolo decisivo nel golf moderno, e, soprattutto, su come i campioni di oggi siano delle vere e proprie macchine di Formula 1 settate al millimetro per la gara, beh, allora andate a darvi un’occhiata a come sta andando la preparazione dei giocatori in vista del WCG Mexico Championship che scatta questo giovedì.

Si gioca al Golf di Chapultepec,a 2.400 metri di altitudine: che significa di preciso?

Significa che l’aria in altura è più rarefatta, meno densa e che dunque la palla viaggia di più.

Quanto? Dipende dal tipo volo: più la palla è scagliata in alto, più crescono le yard che guadagna.

Per dire: Tiger ha parlato di suoi wedge che sono atterrati a 180 yards. Lo stesso Tiger ha aggiunto di aver inserito in sacca un legno 3 col loft di 15 gradi e non coi soliti 13, proprio per guadagnare dal tee qualche metro extra, senza per questo rischiarsi il driver in buche strette come il corridoio di casa mia.

Insomma: Trackman alla mano, i giocatori si sono accorti che a Chapultepec il volo dei colpi guadagna tra il 10 e il 15% della distanza, a secondo del tipo di traiettoria.

Ma non solo: lo stesso Tiger, che gioca a Mexico City per la prima volta, sostiene che non è solo la distanza a essere diversa, ma pure gli effetti, che in tanti dei par 4 dogleg del percorso saranno fondamentali dal tee.

Tradotto, lassù ci sono per tutti meno backspin, meno fade e meno draw del solito, sempre a causa della minor densità dell’aria: i dimple, quelle strane fossette sulla superficie delle palline, a Chapultepec fanno più fatica ad arpionarsi con le unghie e con i denti all’aria, riuscendo solo in parte a fare il proprio mestiere, che poi è proprio quello di creare gli effetti.

Si tratta di abituarsi e farci l’occhio, soprattutto. Si tratta di andare in campo a provare il percorso (e Molinari lo sta facendo ormai da lunghi 3 giorni con Dave Alred a suo fianco) con il Trackman a valutare le traiettorie a ogni colpo, esattamente come fa Bubba Watson nella foto qua sotto.

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Per cui, sì: al WGC vincerà probabilmente la macchina settata al meglio. Esattamente come in un gran premio di Formula 1. Ma fortunatamente là fuori, in pista come in green, esiste ancora il fattore umano: quel qualcosa che non si può controllare in alcun modo; quel qualcosa che si può solamente attirare e trattenere nel modo giusto. Trackman o non Trackman.

 

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