Del perché noi Chiccuzzo non ce lo meritiamo

A 24 ore dall’ennesimo successo stellare di Chiccuzzo nostro, all’Arnold Palmer Invitational a Bay Hill, dico solo che noi Francesco Molinari non ce lo meritiamo. Davvero, raga.

Godiamocelo, apprezziamolo, esaltiamolo, glorifichiamolo, certo, ma ricordiamoci sempre: noi italiani non ce lo meritiamo.

Noi che quando abbiamo un problema, non lo guardiamo in faccia. Lo posticipiamo. Lo rimandiamo. Mentre lui lo affronta e lo risolve, con calma, pazienza e risolutezza.

Noi che facciamo a gara a chi urla più forte. A chi è il più arrogante senza neppure avere il diritto per esserlo. Mentre lui domina e resta umile.

Noi che giudichiamo gli altri, giudichiamo persino lui, senza mai guardare dentro all’inferno che abbiamo dentro noi stessi. Mentre lui, nonostante tutto, è il primo a  mettersi in discussione.

Noi che siamo gli eredi di una storia millenaria di genialità, e che però ci accontentiamo di restare in un nido di approssimazione e di mediocrità. Mentre lui cerca la perfezione e riesce a migliorare ciò che pareva impossibile da raffinare.

Noi che pendiamo dalle labbra di Wanda Nara, dalle volgarità di Fabrizio Corona, dalle discussioni da quattro soldi, perché nella loro bassezza ci illudono sempre di essere migliori. Mentre lui rifugge le polemiche sterili e non perde tempo su cose inutili.

Noi che sui social, coperti dall’anonimato e comodi nei nostri divani, siamo inutilmente violenti come tigri. Mentre lui la tigre la fa –e la fa sul serio– solo in campo.

Noi che viviamo una vita alla giornata, una vita in cui speriamo sempre che qualcosa di imprevisto e bellissimo ci accada, ma che non facciamo nulla perché tutto questo succeda realmente. Perché lamentarci ci piace, in fondo, ed è molto più comodo. Mentre lui lavora sodo perché tutto quello che programma a lungo termine diventi possibile nei tempi previsti.

Insomma, dai: avete capito. Ecco perché non meritiamo Francesco Molinari: per questi e mille altri motivi.

Per cui, da ieri, da oggi, da domani, da subito, facciamo questo: non guardiamo al particolare. Non guardiamo a quanti tornei gioca, se tanti o pochi. Non guardiamo se sorride o meno. Se è simpatico o telegenico. Non guardiamo che bastoni usa. Non guardiamo se appare in tv, sui social, o sui giornali. Non guardiamo ai milioni che guadagna. Non guardiamo a quel pattino che magari lascia corto. Non guardiamo a queste ca@@ate: perché, suvvia, diciamocelo ora tra noi, lo abbiamo sempre fatto.

Guardiamo invece all’uomo. Perché il vero miracolo italiano è lì. Non in quello a cui siamo ridicolmente abituati a pensare. Perchè siamo così usi a sostenere le nostre ragioni con urla e attacchi al veleno, che la pacatezza non l’aprezziamo più. Ma è proprio nella pacatezza educata ma al contempo intelligente di Molinari la vera sovversione moderna che l’azzurro ci insegna a sua insaputa: facciamone tesoro, allora, noi italiani. Noi italiani che abbiamo scordato che l’ingegno umano quando si applica e non si perde in sciocchezze è il vero grande Patrimonio dell’Umanità.

Ricordiamocelo raga: l’intelligenza e l’educazione sono gli unici veri lussi che in tempi di recessione ci possiamo e ci dobbiamo ancora permettere e ai quali dovremmo ambire tutti. Senza sosta.

Per cui grazie Francesco: non per le vittorie, ma per questa lezione di vita.

Comments

9 Comments
  1. posted by
    Donato Di Ponziano
    Mar 11, 2019 Reply

    Bravissima Isabella, hai scritto quanto di più giusto si debba pensare di un grande uomo come Chicco e quanto si debba meditare sul vuoto in cui ci crogioliamo.

  2. posted by
    Elio Vergari
    Mar 11, 2019 Reply

    Complimenti Isa, molto bella la tua recensione. L’ho letta con emozione. Complimenti davvero.
    Se me lo concedi, forse andava anche ricordato che di ragazzi, simili nelle intenzioni al nostro “chiccuzzo” che nel silenzio si allenano come pazzi per potere ottenere quegli obiettivi, anche ambiziosi, come é giusto che sia, cene sono tantissimi.
    Indipendentemente dai loro risultati, credo che anche loro meritino un piccolo spazio.
    Con stima Elio Vergari

  3. posted by
    Roberto Ballini
    Mar 11, 2019 Reply

    Un semplicissimo ma profondo bravo, concordo

  4. posted by
    Salva
    Mar 11, 2019 Reply

    Italiani pallonari e basta! La maggioranza delle risorse economiche e umane vengono spese per il dio calcio!
    Il calcio è la rovina dello sport in Italia, quando ve ne renderete conto ?

  5. posted by
    Antonio
    Mar 12, 2019 Reply

    Concordo in tutto Isabella ed estenderei lo stesso commento a tutti i poeti, i pittori, gli scultori, gli scienziati, i campioni di altri sport,l’enogastronomia, la moda, i cantanti, gli architetti, insomma a tutti coloro che hanno contribuito a fare dell’italia la nazione che ha creato ed inventato tutto. Abbasso la mediocrità odierna e chi si piange addosso, viva l’italia Di chi si mette in gioco

  6. posted by
    Alessandro
    Mar 12, 2019 Reply

    Cara Isabella il tuo bell’artiIdolo è lo specchio della triste realtà attuale ma non menziona i tanti, tanti italiani che col lavoro e la serietà eccellono in Italia e nel mondo. Andrebbero presi come esempio e citati in televisione e nei media invece di dare risalto a nullità umane. Brava per il bel lavoro che fai

  7. posted by
    Riccardo
    Mar 12, 2019 Reply

    Parole sacrosante

  8. posted by
    Anna Ravinetto
    Mar 12, 2019 Reply

    Isabella mi hai fatto piangere. Questo articolo lo condivido sulla pagina del mio club giovani!

  9. posted by
    Cesare Tambussi
    Mar 12, 2019 Reply

    sante parole Isabella, ben comprese da tutti quelli che per passione, per lavoro, per studio hanno viaggiato nel mondo

Leave A Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *