Il segreto del golf sta tutto in un… da-da-da

Da-da-da: secondo Tim Gallwey, guru in quegli Stati Uniti che sono sempre avanti dell’Inner Game, il segreto del gioco mentale del golf starebbe tutto qui.

Insomma, noi golfisti neurolabili gli diremmo “Tim, dammi tre parole per migliorare”, e lui ci risponderebbe “da-da-da”.

Ora: siccome Gallwey tutto è fuorché un pazzo, c’è da spiegarvi rapidamente la sua teoria, perché magari possiate farla vostra.

Dunque: il buon Tim sostiene (a ragione) che per accrescere le nostre prestazioni, è necessario mentre swinghiamo decrescere le interferenze, che sono il dubbio o l’indecisione o la paura che ci prendono per mano esattamente quando noi prendiamo in mano il bastone. E siccome mentre giochiamo, in effetti non siamo mai UN giocatore solo, ma DUE (quella parte di noi che vuole a tutti i costi darci lezioni, consigli, ammonimenti e pure dell’idiota e quell’altra più sempliciotta che vorrebbe invece solo giocare e fanculo tutto il resto), ne consegue che per fare lo score ci tocca zittire quel rompiscatole che c’è in noi. Come? Distraendolo e tiè. Deviando la sua attenzione dalla tecnica del nostro swing sbilenco a qualcos’altro. Per cui Tim sostiene che il modo migliore per imbrogliarlo è sussurrargli “da-da-da”: il primo “da” quando la testa del bastone è all’apice del backswing, il secondo “da” quando colpiamo la pallina, e il terzo “da” quando siamo nel finish.

Da-da-da.

Ora, giusto qualche weekend fa, ero immersa nel mio personalissimo “da-da-da” swingatorio nel corso di una garetta, quando uno dei miei compagni di gioco, sparlando con amenità del più e del meno, alla 10, mi ha proferito testuali parole: “Secondo me, dovresti abbassare la corazza che indossi e abbracciare di più la tua femminilità”.

Ma porca put… Da-da-da.

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Non so se il da-da-da di Tim funziona anche quando ti senti dire delle cavolate, ma istintivamente, non avendo sufficiente botox in viso per azzerare totalmente la mia espressività, chissà perché ho pensato “da-da-da”.

Ho insomma deviato in altri lidi lontani quell’attimo impercettibile d’inca@@atura che così spesso mi rovina la giornata nei momenti più disparati. E, sì raga, da-da-da ha funzionato: ho fatto par alla 10 e non ci ho pensato più.

Ora: siccome passiamo la vita cercando un modo difficile per distrarci da tutto quello che ruota fuori da noi e che ci disturba assai (Xanax, Prozac, sesso estremo, alcool, risse online, piatti rotti, fight club…), ho capito che il da-da-da è quella elegantissima corazza invisibile sotto la quale riporre la polvere di tutti i vaffa mai trattenuti. E ho altresì intuito che se la via per il paradiso è lastricata di buone intenzioni, quella per il gattamortismo che comanda il mondo terreno sta in piedi solo grazie a miliardi di da-da-da pensati e mai pronunciati.

Da-da-da e sono pure più femminile, tiè.

 

Comments

4 Comments
  1. posted by
    Charles
    Nov 21, 2018 Reply

    Ho riso come un Mato ! Mi sono innamorato di te ! Peccato non averti mai conosciuta in persona ! Sei semplicemente fantastica no smetterò mai di ripeterlo ! Kiisssssss. !

  2. posted by
    luigi
    Nov 21, 2018 Reply

    grazie per la lezione sul da-da-da non solo per il campo ma da usare anche fuori…. se poi interessa sono farmacista e quindi uno xanax od un prozac non ho problemi a venderli….

    • posted by
      Isabella Calogero
      Nov 21, 2018 Reply

      ahahahhahahahahahhahahahahhah! Per me 12 scatole di xanax da 0,50. Grazie!

  3. posted by
    SIMONE TOGNON
    Nov 26, 2018 Reply

    Sembrava l’inizio delle poesie di Orfeo Bastoni (leonardo manera)

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